Coworking: il nuovo modo di intendere l’ufficio

Il coworking è un nuovo modo di pensare l’ufficio e l’arredamento ufficio. Si tratta di uno spazio di lavoro condiviso con altre persone, all’interno di una struttura attrezzata ed organizzata, da parte di soggetti freelance che mantengono un’attività indipendente. Non si condivide solo l’ufficio e l’ambiente di lavoro, si condividono anche idee con persone che non fanno parte della stessa azienda o organizzazione.

Cos’è il coworking

Letteralmente, coworking si può tradurre proprio in lavorare insieme. Il coworking nasce a San Francisco, negli Usa intorno al 2005 dall’idea di alcuni programmatori freelance per creare spazi di lavoro dove poter ospitare altri operatori freelance, liberi professionisti, manager e i dipendenti col biglietto del treno o dell’areo sempre in mano.
Il coworking in Italia ha cominciato a diffondersi sono nel 2008. Dapprima nelle città di Roma e Milano e, successivamente, su tutto il territorio nazionale. Il fenomeno è nato parallelamente alla crisi e, recentemente, ha visto un suo riconoscimento anche legislativo sull’onda della Legge n. 221 del 17.12.2012 – Conversione in Legge, con modificazioni, del Decreto Legge 18.10.2012, n. 179, recante ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese.

Coworking orizzontale

Questa tipologia di coworking abbraccia le svariate differenze che possono esserci tra una professione ed un’altra. E’ un approccio che “non esclude nessuno” in cui lo spazio è popolato ad esempio da un artista digitale, ma anche da un avvocato, così come da uno sviluppatore di app ad un consulente energetico. Questo tipo di coworking si fonda principalmente sul concetto che una scrivania può essere la necessità di chiunque e lavorare al fianco di professionisti con altre conoscenze può essere solo di stimolo e di aiuto nella nascita di collaborazione in altri casi impossibili.

Coworking verticale

Questo tipo di spazio di coworking ha un approccio invece dedicato unicamente ad un settore e accetta solo professionisti che si occupano di quel dato settore. E’ sicuramente una tipologia che può far sentire esclusi ma dall’altra produce una rete di professionisti molto preparata, solida e congrua rispetto ad un argomento. In questo caso tale rete può diventare molto specifica e spesso sfociare in uno studio associato o agenzia che offre servizi integrati complementari.

Come aprire uno spazio coworking

Per aprire uno spazio coworking non occorrono licenze o titoli specifici, ma tanta buona volontà e pazienza. Occorre avere un buono spirito manageriale e organizzativo. Dal momento che avrete a che fare con professionisti quasi certamente molto esigenti – preparatevi a sfoderare tutto il vostro saper fare e date prova delle vostre innate capacità relazionali. Se disponete dei mezzi economici per farlo, non risparmiate sull’arredo ufficio – farà sicuramente la differenza per chi scgli uno spazio di lavoro con più persone. Il libero professionista che prova lo spazio coworking sarà più invogliato a tornare se la prima volta ha trovato un ambiente confortevole e affine alle sue esigenze.

Tra gli adempimenti burocratici:

  1. Dotarsi di un contratto d’affitto o di compravendita nel quale venga specificata la destinazione del locale: ad uso ufficio e accertarsi che siano rispettate tutte le norme di sicurezza.
  2. Aprire una Partita Iva
  3. Iscriversi al Registro delle Imprese
  4. Presentare la Scia al Comune per segnalare l’inizio dei lavori
  5. Stipulare i contratti con i clienti e cercare di tutelarmi
  6. Fidelizzare i clienti allo spazio coworking!

Cosa non può mancare in uno spazio coworking

Come arredare un ufficio open space non è complicato. Basta non lasciare nulla al caso e avere le giuste accortezze per tutto il gruppo di lavoro.

Gli indispensabili: